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politica interna
18 agosto 2010
Salute: perdonare fa bene e odiare fa male. Vizi o virtù sociale dell’odio, perdono, giustizia o vendetta? (ggga, lis, vit, ngf, vg5%, vg1%, sfm)

Provato scientificamente che il perdono fa bene alla salute e l'odio male, (1). Cristo diceva di perdonare agli inimichi ed è diventato uno dei fondamenti del cristianesimo. L’odio è un veleno che fa male alla propria salute fisica e mentale. Ma se il perdono ostacola la giustizia, non diventa un atto di egoismo anti-sociale? La tolleranza dell’ingiustizia non diventa un premio e stimolo dei comportamenti criminali? La giustizia o vendetta non può avere effetto sociale migliore della tolleranza e ingiustizia o mancanza di giustizia? 

Conoscendo la vecchia ingiustizia tradizionale in quasi tutta Europa molte volte ho perdonato e dimenticato. Ma una volta sono rimasto cosi traumatizzato de un grande avvocato-ladro-mafi0so che non ho potuto perdonare o dimenticare. Più magistrati e avvocati mi dicevano che non era niente da fare contro un grande avvocato, grande ladro e grande mafi0so più aumentava il mio odio non solo contro lui ma anche contra una giustizia che non fa giustizia. Ho comprovato nella propria vita l’effetto dell’odio e della fame di giustizia. Tutte le facoltà mentali sono alterate da questi stadi. Trasformare la vecchia ingiustizia tradizionale in una Neo-giustizia-futura è diventata la mia principale missione. Sogno dare un contributo per la riforma o rivoluzione della giustizia italiana, della giustizia europea e mondiale. Sogno che la mia rivoluzione arriverà al Portogallo dove il grande avvocato-ladro-mafioso è registrato nell’ordine degli avvocati. Immagino che una condanna a risarcirmi dei danni e risarcire la società o lavorare per risarcire sarebbe più giusto della finta condanna a galera della giustizia italiana. Ha studiato con soldi dei contribuente per imparare a rubare senza essere punito, fare fortuna a difendere criminali di andare in galera. Sono un rivoltato contro questa giustizia che mi sembra la migliore possibile per circa 1% delle ingiustizie. Per 99% delle ingiustizie che ho conosciuto e dove la vecchia giustizia solo aumenta l’ingiustizia mi sembra che con altri metodi, altre forme di giustizia, senza avvocati, era possibili fare migliore in 3 minuti. 

Se io oggi perdonasse senza avere giustizia mi sembrava perdere grande parte della mia vita per premiare un criminoso. So che non perdonando perdo di più ma considero un atto di civiltà per un futuro migliore, per evitare che altri siano vittime dei grandi avvocati e ingiustizie della vecchia giustizia.
 
(1)   Perdona e anche il tuo corpo si sentirà - Università di Pisa :: Il ... Perdona e anche il tuo corpo si sentirà meglio … Passare sopra ad un torto aiuta l'organismo a recuperare l'equilibrio psicofisico … il perdono è una sorta di analgesico naturale, un rimedio auto-curativo che aiuta a star meglio e permette all’organismo di recuperare un sano equilibrio psicofisico. In pratica, perdonando facciamo innanzi tutto un favore a noi stessi… ricevuto il primo premio per giovani ricercatori dalla ‘Fondazione Giannino Bassetti’… per il nostro cervello, infatti, vivere una situazione o immaginare di viverla, non fa grande differenza. I meccanismi neuronali che si mettono in moto sono gli stessi”. …  le basi cerebrali delle emozioni, del giudizio morale e del come decidiamo tra il bene e il male. In pratica possiamo affrontare con un approccio neuroscientifico quelli che per millenni sono stati i grandi enigmi della filosofia: come nasce il pensiero? Cos’è la coscienza? Come sono regolati i rapporti mente-corpo?”… Emiliano Ricciardi, coautore dello studio – che i circuiti coinvolti nell’empatia sono chiamati in causa ogni volta che il soggetto perdona. Come se ‘calarsi nei panni altrui’ potesse aiutarci a comprendere le ragioni di chi ci ha offeso”… il perdono sia un meccanismo evolutivo perfezionatosi nel corso del tempo per aiutare l’uomo a superare situazioni di stallo che alterano pericolosamente il suo equilibrio psicofisico: “Chi perdona, non fa un favore all’altro ma a se stesso – spiega Pietrini – È quasi un atto di egoismo, qualcosa che ci permette di superare (ma non di dimenticare) una condizione che dal punto di vista razionale e cognitivo richiede un enorme sforzo al nostro organismo e che, se protratta nel tempo, può indurre uno stato patologico”. Con il perdono, in pratica, ci auto-curiamo, come fosse una sorta di analgesico naturale. Allo studio hanno preso parte i ricercatori Giuseppina Rota, Emiliano Ricciardi, Anna Gaglianese, Lorenzo Sani, Claudio Gentili (Psicologia clinica) e Nicola Vanello (Cnr)… finanziata dalla John Templeton Foundation.
CULTURA
30 giugno 2009
Etica, pubblicità e marketing: “Vinci Campione” l'allenamento fisico, mentale e tecnico nel suo migliore e peggiore

Ha ragione la pubblicità a Vinci Campione quando dice: “L'errore che spesso si commette nell'ambito sportivo è quello di non curare allo stesso modo l'allenamento fisico, mentale e tecnico… Un migliore stato mentale consentirà di trarre il meglio dall'allenamento fisico e da quello tecnico”.

La nostra mente, con il solo pensiero, può produrre un allenamento fisico. Più pensa a un’attività, con più concentrazione ed emozione, più sarà il risultato. Ma la questione filosofica più importante è se quello vale il costo o se può esistere un'altra attività dove lo stesso costo in tempo, energie ed emozione possa produrre di più.  
Giocatori che guadagnano 93 milioni di euro l’anno possano concentrarsi più nel suo lavoro che se guadagnassero solo 93 mille. Ma non tutti giocatori possano guadagnare 93 milioni. Chi non ha per natura fisica e mentale le qualità per diventare un grande giocatore può sprecare tutte le sue energie, tempo ed emozione per una finalità mai aggiungibile. Certamente sarà migliore nello sport che se non spendesse tanto. Ma quante altre attività e altre capacità potevano essere sviluppate con più vantaggio?        
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