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politica interna
8 gennaio 2008
“Io non dimentico”, fiction specchio della realtà, torture, pena di morte, Papa e civiltà mafiosa

La fiction “Io non dimentico” è uno specchio perfetto di gran parte della realtà della civiltà mafiosa: boss in galera continuano a comandare l’attività criminale, ordinare assassini, servirsi molte volte della legalità, polizia e giustizia per i suoi interessi. Per paura della mafia e criminalità molta gente, anche persone per bene, non collaborano con la giustizia perché sanno che la mafia e criminalità ha molto più potere, ha il potere della tortura e pena di morte. La giustizia è condizionata della civiltà mafiosa, molto più civile con criminali che con le sue anche vittime. Anche i volontari sembrano dieci volte più interessati a salvare 6.000 condannati che a salvare 6.000.000 di morti di fame. Incluso il Papa sembra avere molto più interesse in salvare assassini che le sue vittime: Oggi, 2008-01-08, cercando con www.google.it nelle pagine provenienti da Italia ho trovato 251.000 per “Papa, pena di morte” e 117.000 per “Papa, morti di fame”. Nelle news dell’ultimo mese ho trovato 117 per “Papa pena di morte” e 9 per “Papa morti di fame”. Anche il Papa è contaminato pelo populismo della “civiltà mafiosa”? “Civiltà” o stupidità? Per me è evidente che con migliori”torture” per un criminale “torturato” se potevano salvare più di 1.000 innocenti della tortura. Per me è evidente che con migliore applicazione della pena di morte per un criminale condannato a morte se potevano salvare più di 1.000 innocenti. Lo ho dimostrato con datti pubblicati e evidenza matematica del trattamento di dati di diverse prospettive. Da questa fiction e della realtà che ho non solo conosciuto ma vissuto mi sembra evidente che se la mafia può torturare e applicare la pena di morte con pene medie di 7 anni di galera e massimo di 20 anni, con la possibilità di continuare della galera a ordinare assassini dei “traditori” della “civiltà mafiosa” la giustizia non vincerà mai la mafia. E vincere la mafia e criminalità è la priorità de tutte le priorità in Italia. Non sono molte catastrofi di cause umana in Italia dove la causa prima no sia la mafia, criminalità e stupidità della giustizia con la collaborazione della “civiltà mafiosa” anche di gente per bene.

Nell’ano scorso sono andati 150 milioni di tutti italiani per l’emergenza rifiuti delle regioni più mafiose dove 20 volte più spazzini fanno meno o peggio di Milano. Immagino che questi 150 milioni sono andati a finanziare mala amministrazione e malavita organizzata. Immagino che la malavita, mafia e criminalità sono le principali cause della corruzione politica e mala amministrazione. La gente non collabora per paura. L’informazione è condizionata per la paura. La politica è condizionata di questa informazione e potere mafioso. La giustizia è impotente, senza mezzi, senza appoggio della civiltà civile e condizionata della civiltà mafiosa.

Io sono stato truffato da uno che se diceva amico di un boss della mafia e automaticamente anche le persone per benne se sono rifiutato a collaborare con paura della morte propria e dei familiari. Ricordo una piccola notizia di uno che poche ore dopo uscire di galera ha torturato fino alla morte una giovane volontaria per bene che ha avuto la sventura di essere la fidanzata di uno che aveva collaborato con la giustizia per la sua prigione. In questi giorni è stato ammazzato uno solo perché il fratello collaborava con la giustizia. Al giudice Imposimato hanno ammazzato il fratello. Queste morte e torture d’innocenti scandalizzano meno certa civiltà mafiosa italiana di uno “torturato” per 3 giorni in Iraq con la paura di finti fili elettrici.

La migliore politica contro la mafia è stato la prigione con l’impossibilità di comunicare per non continuare a ordinare assassini di galera. Ma un giudice americano considera questa galera una “tortura”. In USA come in Italia molto continuano a comandare della galera. John Gotti è stato assolto due volte quando tutto il mondo sapeva che era il boss dei boss delle mafie americane. Con la “civiltà mafiosa” molto più civile con mafiosi che con le vittime raramente qualcuno collabora. Molti innocenti sono condannati a morte ma per grandi mafiosi che assassinano e torturano la giustizia è molto civile: non sono estradati in Italia per non andare in una galera considerata tortura perché non possano contattare le mafie e ordinare assassini. Immagino che con più di queste “torture”, incomunicabilità, peggiore alimentazione, assenza di trattamento medico se non collaborassero e non dicessero tutta la verità si arrivava a conoscere e sconfiggere la mafia. Immagino che molte volte per un solo condannato alla pena di morte, (sempre condizionale se non collaborassero), si salvavano migliaia e contribuiva a vivere meglio milione o miliardi. Ma per certa civiltà mafiosa è più scandaloso se un solo assassino è torturato e condannato a morte che la morte delle sue vittime e di 6 milioni di bambini ogni anno che se potevano salvare con meno costi di salvare e mantenere in protezione qualche pericoloso terrorista, mafioso o assassino.

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