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CULTURA
4 giugno 2004
Giornalismo italiano visto da uno straniero: Enzo Biagi, Eugenio Scalfaro, Saddam, Chomsky Torture, Ruanda, USA, Clinton, L'espresso, indymedia e pab=pamphlet anti-Berlusconi

Collocare in prima pagina di un diario, una foto di Berlusconi ridente a fianco de orrori di guerra a Nassiriya e un militare italiano in fin di vita per dire che mentre uno ride altri muoiano per sua colpa mi sembra di un grande effetto emozionale ma di un primitivismo giornalistico mal tollerato in un giornale di partito. Lo ho criticato nel mio blog: “L’Unità” di oggi 2004-05-17 mette in prima pagina una foto di guerra con il titolo: “I militari rischiano la vita” e al lato una di Berlusconi sorridente con il titolo: “Lui se la ride”.

Pero me ha urtato quando un mostro sacro del giornalismo italiano, Enzo Biagi, in un seminario nazionale, "L'Espresso", (2004-05-03, p.93), da il titolo "La partita di Silvio" e inizia proprio "In prima pagina su…" come se fosse un esempio di alto giornalismo. Segue un discorso demagogico su il valore di una vita.

Il giornalismo italiano ha riprodotto la foto del padre di una vittima della guerra in Iraq accusando Bush de essere il responsabili.

Nella stampa italiana ho trovato accuse agli USA per le morti di guerra in Iraq e per la mancanza di guerra in Ruanda. Secondo un testimone prossimo da Clinton non ha evitato un genocidio di circa un milione di persone in Ruanda per l’influenza su l'opinione pubblica. Sembra che un morto americano trascinato per strada con giubilo dell popolo africano molto divulgato negli USA ha influenzato l’opinione pubblica americana e condizionato Clinton a ritirare soldati di Africa. Se Clinton non ritirava soldati di Africa ed evitasse circa un milione di morti con qualche morto americano, certamente sarebbe qualcuno ad accusarlo di quelli morti. Certamente moriva qualche americano ma forze con la morte di pochi se evitava la morte di circa un milione.

Nelle democrazie l'opinione pubblica ha un’influenza enorme nei politici. Un morto "dei nostri" in prima pagina può contare più de un milione degli "altri" che non vanno in prima pagina. Per un’etica patriottica nazionalista la morte degli altri sempre è stato simbolo di nostra vittoria. Più morti inimichi più saliva l’orgoglio nazionale. Per un'etica globale il valore di una vita umana è eguale. Per l’etica di certi "no-global" e di certa Italia il milion di morti di Saddam ha fatto meno notizia che la morte de un italiano. Le umiliazioni degli americani contro di prigionieri sono peggiori degli islamici che tagliano teste a volontari civile "occidentali". Me stupisce che un altro mostro sacro del giornalismo italiano, Eugenio Scalfaro, sostenga che se ha dato poco rilevo alle torture degli americani.

pab =panfleto anti-Berlusconi,

Certa informazione italiana è eguale alla informazione di Saddam: 100% in una direzione. Perché?
Della informazione di Saddam se sa che quando uno discordava era eliminato senza giudizio o dato in pranzo i tigri del zoo privato.
Quello che me stupisce di più è vedere un forum detto libero dove sono tutti contro Bush nella sua visita a Roma. Gli oppositori saranno nascosti da Policy? Forse come questi:
Che Guevara: torture e eroi della vecchia Italia: http://italy.indymedia.org/news/2004/05/553942.php
Berlusconi, USA, civiltà superiore e giornalismo inferiori: http://italy.indymedia.org/news/2004/05/549197.php
     PAUL GETTY E L` ORGASMO DEL SOCIOLOGO:http://joaodedeus.clarence.com/archive/038863.html#038863
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