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POLITICA
5 giugno 2004
Iraq, pace, petrolio, Berlusconi, Bush, etica, intelligenza e stupidagine

Il libro della giornalista italiana Oriana Fallaci, "La forza della ragione", l'editore Rizzoli, ("un nuovo pamphlet contro l'islam" – secondo "La Croix", Francia: http://www.la-croix.com/afp/index.jsp?docId=1532650&rubId=1295 : Italie-Fallaci-Islam-édition), ha vendite superiori a quelle di "La rabbia e l'orgoglio", il suo primo libro antimusulmano pubblicato all'indomani degli attentati alle torri gemelle.

Immagino che sarò dei pochi che legge simultaneamente Oriana Fallaci e quello che chiamo "forum dei sconfitti": http://italy.indymedia.org. In questo forum esiste una coincidenza con la informazione in Iraq al tempo di Saddam: sono 100% contro Bush, Berlusconi, Israel, …

 Immagino che non esita in Italia due ideologie più contraddittorie, con un elemento comune: l'indignazione. Però il libro è scritto da una sola persona e questo forum da molti. Oriana Fallaci è una intelligente scrittici che vende più libri negli ultimi tempi. Questo forum esprime l'indignazione dei sconfitti della globalizzazione, dei no-global, dei piccoli, piccoli, piccoli borghesi che se uniscano agli terroristi e sconfitti del terzo mondo per distruggere i vincitori delle democrazie più efficienti. Il marginale delinquente del G8 di Genova morto con l'estintore contro il poliziotto che difendeva gli eletti delle democrazie più efficienti rimane il simbolo del eroismo dei sconfitti, come Che Guevara, come Silvia Baraldini e il "ministro della terrorista". Gli sconfitti per cause fallite diventano eroi degli sconfitti. Per questo diventa tabù parlare contro, come negli islamici più radicali se condonano a morte i scrittori dei  "Versi  Satanici".

In Iraq, la questione di fondo è il petrolio. C'era un dittatore che orientava 70% per la guerra, corruzione, alimento del terrorismo e lusso personal e della famiglia. Era 20 volte più ricco di Bush, aveva palaci lussuosi, solo il ultimo 3 volte la "Casa Bianca", mentre la popolazione aveva fame. Indy scrive titoli: " Tornano le stragi dell'Italia coloniale" (…) "Bugie all'italiana" ( http://italy.indymedia.org/features/guerreglobali/#1376 ) e se puó legere:  "Si fa finta di ignorare che il consumo di petrolio a livello globale aumenterà del 43 per cento nei prossimi 15 anni, arrivando a consumare due terzi delle riserve mondiali, e che lo scacchiere della spartizione del greggio dovrà cambiare in funzione delle future necessità di Cina e India e che l'Eni, la compagnia petrolifera italiana è la quinta più grande al mondo. (…) Una autobomba contro la base militare di Nassiryia uccide 28 persone (9 cittadini iracheni piu' 12 carabinieri, 5 militari dell' esercito e 2 civili italiani). L'Italia piange e gioca finalmente da protagonista nel modo che preferisce: il melodramma che i morti sono in realtà vittime di una guerra per il petrolio ".

In questo linguaggio se vede come il patriottismo tradizionale se è cambiato per il gruppo di appartenenza dei sconfitti contro vincitori. Se identificano più con terroristi che con italiani pieni di buona volontà nella ricostruzione de Iraq. Casarini difende il slogan "Dieci, cento, mille Nassiriya", ("L'Unità, 2004-06-05, p.4). Nello stesso giornale a pagina 11 se scrive il titolo: "Onu: torture sono crimini di guerra". Pero nello stesso articolo al final in lettere piccole la stessa Onu conferma che dalla caduta del regime di Saddam le prigione sono migliorate e diritti umani più rispettati. Per l' opinione pubblica italiana l' importante è presentare con lupe d'ingrandimento tutto quello che sia contro Berlusconi e suoi amici, Bush e USA.

Giampaolo Pansa, il giornalista che me sembra più intelligente del pamphlet anti-Berlusconi, anti-Bush, pro-Prodi, scrive: "Se Al Qaeda dovesse vincere, il prezzo del barile di petrolio potrebbe salire a 100 dollari (oggi è a 40). A quel punto, ha scritto Magdi Allam sul "Corriere della Sera", "sarà Bin Laden a detarre le condizione del Occidente". Insoma … Acogliere Gorge Bush con un discorso pacifico o seminare il caos …", (L'Espresso, 2004-06-05, p.45).

«Altro che scontro di civiltà, questi terroristi vogliono il potere, vogliono trasformare l'Iraq in un nuovo Afghanistan dei Talibani - taglia corto Abdel Rahman al-Rashed, editorialista e ex direttore del quotidiano saudita Asharq al Awsat -. Se oggi gli americani abbandonassero l'Iraq, esploderebbe una guerra civile che si protrarrebbe per vent'anni. Sarebbe come emettere una sentenza di morte nei confronti degli iracheni. Abbandonandoli alle volpi politiche e alle milizie affamate di potere. In una parola sarebbe una catastrofe», (L'Espresso, 2004-06-05, p.45).

Le persone intelligenti e buoni fanno benne per se e per altri. Secondo me Berlusconi e Bush sono persone intelligente e sano che è meglio il petrolio essere per tutti in libero mercato che essere per un dittatore alimentare il terrorismo. Secondo me la presenza italiana in Iraq fa bene per Iraq e per Italia: il petrolio serve per la ricostruzione alla volta di servire per alimentare guerre e terrorismo come è successo con Saddam. Gli stupidi cattivi sconfitti fanno male per loro e per altri: dimenticano quella parte della popolazione che sta migliore in Iraq, ricondanno dice mille morti di questa guerra però dimenticano il milioni delle guerre di Saddam, fanno un scandalo di torture o umiliazione psicologiche senza sangue ne ossi rotti pero trasformano in eroi i terroristi che tagliano teste, ammazzano innocenti del proprio paese, volontari umanitari e medici senza frontiere. Quelli che vogliano "dieci, cento, mille Nassiriya" me sembrano stupidi, cattivi, sconfitti che vogliano la sconfitta degli altri.

 

 
TERRORISMO E MISSIONE DI “CIVILTÀ” DI PACE OD OCCUPAZIONE IN IRAK?
ABBIAMO I COGLIONI, NON SIAMO NÉ COGLIONI NÉ SPAGNOLI. IL TITOLO MANCATO NELLA STAMPA D'ITALIA :
http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=167547

Terrorismo e “civiltà” occidentale: http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=167532
Fidel Castro, Che Guevara, Comunismo, USA e Cuba visti dall'Italia

“Rivoluzione dei garofani” e marxismo culturale.

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