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POLITICA
10 settembre 2008
Globalizzazione, Marx, Neo-marxismo e Giorgio Lunghini al Festival dei saperi di Pavia

Globalizzazione secondo Giorgio Lunghini al Festival dei saperi, Pavia con CNM=commenti Neo-marxiste

“Globalizzazione significa riduzione del mondo a mercato. In tempi di liberismo acritico, la globalizzazione viene dunque vista dai più come fattore di progresso. Io credo invece che le sue conseguenze negative superino di gran lunga quelle positive, se mai ce ne sono; e che a esse potrebbero rimediare soltanto gli stati nazionali, se la globalizzazione non li avesse demoliti”.

CNM: La riduzione del mondo a mercato è quasi la teoria marxista nella sua parte più vera che in termine più semplice è quasi dire che i soldi condizionano la cultura, credenze, “civiltà”, politica e giustizia. Questo è vero in genere con delle eccezione, persone che trovano la felicità negli ideali di fare bene agli altri più che nei propri interessi come Madre Teresa e tanti altri. Le conseguenze negative o positive sono una questione di credenze che non possano essere dimostrate. Io credo che le positive sono superiore alle negative e saranno ancora di più con una Neo-ONU a governare quello che è globale, in collaborazione con tutti governi. Immagino una Neo-anarchia con i più onesti, intelligenti e efficienti a superare tutte le legge quando producano ingiustizie e stupidità. Elite locale per il locale e globale per il globale. Più collaborazione che lotta di classe.

“La globalizzazione non è un fenomeno nuovo. ‘Globalizzazione’ è termine vago, ma se con esso si vuole designare la vocazione internazionale del capitale, si allude a un fenomeno ben chiaro a Karl Marx (e agli storici dell’economia, che lo fanno risalire al XVI secolo), e già manifesto nel tardo Ottocento.

Il primo grande processo di globalizzazione fu avviato come tentativo di uscire dalla Grande depressione, che ha inizio nel 1870. Dopo la prima guerra mondiale – e anche come conseguenza economica della pace – il tentativo si rivela fallimentare e la depressione esplode nella crisi dei primi anni trenta.”

CNM: Altre forme precursore della globalizzazione sono stato l’Imperio Romano e le scoperte con conseguente colonizzazione.

“Con esso il capitalismo avrebbe eliminato da solo i suoi difetti socio-economici, le sue contraddizioni interne, e l’avrebbe fatto mettendosi sulla via indicata da Marx, in modo pacifico e democratico. Ciò in quanto i capitalisti avrebbero finalmente capito proprio ciò che Marx aveva visto e detto, ossia che alla lunga il capitalismo non può svilupparsi, e neppure mantenersi, se il plusvalore ottenuto grazie al progresso della tecnica industriale non viene suddiviso tra la minoranza capitalista e la maggioranza lavoratrice. In altre parole, i capitalisti che vennero dopo Marx avrebbero capito da sé che il capitalismo moderno ha portato a una produzione di massa che rende non solo possibile, ma anche assolutamente necessario, un incremento permanente del reddito e quindi del potere d’acquisto, e persino un innalzamento progressivo del livello di vita delle masse popolari.

CNM: Se la popolazione continua a crescere al ritmo degli ultimi anni non saranno più ricorsi per alimentare tutta la popolazione e dare a tutti il minimo per vivere. Se oggi muoiano milioni di fame ogni anno in futuro morirono miliardi?

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