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politica interna
14 settembre 2008
Giustizia, costi del carcere, scarcerati, sicurezza zero, "L’espresso", civiltà, legalità o stupidità?

Ho l’impressione che la giustizia italiana costava circa 8 miliardi per 5% di processi più populisti molte volte a produrre più ingiustizia. Quelli 95% di processi in prescrizione, boss scarcerati e criminali che passano la vita a delinquere, costano miliardi alla società sia in carcere sia in libertà: Uno in galera costa una media fra €126 e €300 al giorno e quando è in libertà causa danni più del doppio. La criminalità costa alla società italiana centene di miliardi di euro. Immagino che una migliore giustizia poteva evitare grande parte di questi costi. Credo che è possibile e importante una rivoluzione di questa giustizia con più creatività e intelligenza collettiva, più meritocrazia nel sistema giudiziale, più scienza, psicologia, pedagogia, sociologia e filosofia.

Credo che oggi la VGI=vecchia giustizia italiana era la migliore possibile per circa 1% dei processi. Per 99% dei casi aumentava l’ingiustizia, faceva pagare le conseguenze a chi aveva meno colpa: più onesti contribuenti e consumatori. Credo che per 99% dei casi d’ingiustizia si può fare migliore con una neo-giustizia ispirata alla giustizia di una zingara, di Forum e certa giustizia di Stalin.

PSP=per saperne di più: lis, legalità, ingiustizia, stupidità, neo-giustizia, g3m, giustizia, g8, mg8, mmg8, g3o, pocc, (pocc=più onesti contribuenti e consumatori), contribuenti, consumatori, zingara, Stalin,

"L’espresso" ha pubblicato un eccellente articolo del quale ho selezionato:

Gianluca Di Feo: “Metà degli stranieri condannati liberi dopo 3 giorni. Con un costo di 100 mila euro per ogni scarcerato… pagheremo 3 miliardi per l'indulto… Il piano del ministro Angelino Alfano per espellere 3.300 detenuti stranieri? Ottimo. Ma ci vorranno parecchi anni: in tutto il 2007 ne sono stati espatriati solo 282, mentre nel primo semestre 2008 se ne contano 158. Il progetto del Guardasigilli per mandare ai domiciliari quattromila reclusi italiani con il braccialetto elettronico? Interessante. Peccato che si potrà concretizzare dopo il 2010… Presto sarà inevitabile ricominciare a discutere di un nuovo provvedimento per svuotare le celle, senza essersi nemmeno resi conto di quale sia stato l'effetto delle 25.813 scarcerazioni dell'estate 2006… quattro pool di ricercatori universitari capaci di fornire indicazioni scientifiche: parametri oggettivi per orientare decisioni e investimenti. A Torino, a Sassari, a Napoli, in Lombardia gruppi di analisi studiano i problemi e le possibili risposte con strumenti importati dai paesi anglosassoni. Arrivando a conclusioni sorprendenti sui danni. Il punto di partenza è proprio l'ultimo indulto… Agli italiani è costato complessivamente tre miliardi di euro. I soli costi sociali per la sicurezza negata, ossia il picco di crimini successivo, sono di due miliardi. Peggio: la detenzione non ha nessun risultato rieducativo e ha anche perso l' effetto deterrente: più stanno in cella, meno hanno paura di tornarci… Se si considerano gli stranieri, percepiti come i protagonisti dell'allarme sicurezza, le statistiche mostrano il fallimento dell'azione repressiva mentre non esistono iniziative di rieducazione. Dei 6.075 processati per direttissima, la metà è uscita dal carcere entro tre giorni: solo 835 sono rimasti in cella per un mese. Questo significa una sostanziale impunità, senza nessun risultato nel contrasto del crimine, né come deterrente, né come 'impedimento'… Limitandosi agli stranieri, da gennaio a giugno novemila sono finiti nelle prigioni: l'85 per cento c'è rimasto meno di sette giorni, un altro 12 per cento è uscito entro sei mesi. In pratica, la detenzione dura più di una settimana solo per chi è accusato di omicidio, rapina, traffico di grandi quantità di droga. Ma soltanto i presunti assassini vengono reclusi a lungo: per tutti gli altri il penitenziario diventa un master di perfezionamento criminale. Con un costo sociale mostruoso. Applicando a queste detenzioni rapide l'analisi dei professori Giovanni Mastrobuoni e Alessandro Barbarino del Collegio Carlo Alberto di Torino, 'L'espresso' è arrivato a ipotizzare un costo sociale di 100 mila euro per ogni rilascio lampo… Per ogni detenuto rimesso sulla strada la collettività si è fatta carico in un anno di danni per 146 mila euro mentre tenerlo dentro ne sarebbe costati 46 mila… Francesco Drago della Parthenope di Napoli, Pietro Vertova della Bocconi e Roberto Galbiati, ora emigrato al Cnrs francese, hanno determinato una recidiva del 12 per cento nei primi mesi, salita ora al 33: un terzo dei rilasciati è tornato a delinquere. Ma soprattutto hanno dimostrato che chi rimane più a lungo in galera è anche chi la teme meno. È la morte della rieducazione, il compito assegnato al sistema penitenziario dalla Costituzione: oggi le prigioni servono solo a isolare i criminali… Il pool di economisti di Sassari che sta cercando di stimare il costo reale del crimine ha contatti internazionali, ma registra il disinteresse delle istituzioni. "Di fatto ci ignorano. Sono impegnati a inseguire l'emergenza mediatica del momento", ammette il professor Marco Vannini. "Non c'è interesse. Qualche parola di circostanza ma nessuno mostra la coerenza di cercare strategie. Noi possiamo delineare linee razionali, ma affidarsi ai luoghi comuni è più semplice", gli fa eco Marselli dell'ateneo Parthenope. Il suo discorso è semplice: la deterrenza si basa su tre pilastri (forze dell'ordine, magistratura, penitenziari). Come si fa ad intervenire solo su uno? Marselli porta avanti un'impresa titanica: valutare la produttività nel nostro sistema sicurezza. Un lavoro che integrerà la ricerca sassarese per definire un 'prezzario dei reati'. "Noi cerchiamo di quantificare tutti gli aspetti diretti e indiretti, inclusa la paura", illustra Vannini: "C'è il costo in previsione, spese per antifurto, protezione e l'incidenza del cambiamento delle abitudini. Poi c'è il danno: la razzia e le conseguenze sulla vittima. Infine, le spese in risposta al crimine: indagini, arresto, processo e detenzione". Una mappa rivoluzionaria, che include la distorsione dell'economia: quanti capitali, per esempio, fuggono a causa delle mafie. …I primi risultati provvisori…, mostrano la morsa del crimine sulla società italiana: 30 miliardi di euro. Sulla bilancia pesa la paura. Ogni rapina in banca frutta mediamente mille euro. Ma la somma degli investimenti in previsione (protezioni e vigilanza) e in conseguenza (indagini, processi, detenzioni) la trasforma in una perdita per la società di 300 mila euro. E ogni colpo nelle case con finestre antiscasso, porte blindate, sirene e tanta angoscia degli inquilini significa 16.400 euro bruciati. La sicurezza zero | L'espresso, (L’espresso, 2008-08-18, p. 36-39) .

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