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Merken

 

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7 agosto 2004
Commenti al libro: "Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci".

Non sono sempre di acordo con la sua posizione e non sono sicuro se é positivo o diplomatico trasformare Oriana Fallaci nella eroina di una guerra del Occidente contro islam. Credo che lei sbaglia quando dice che tutti islamici sono uguali. Pero secondo me sbaglia molto di più Eugenio Scalfaro quando sull’Espresso sostiene che i media dell’Occidente ha fatto censura e dato poca importanza alle torture: Torture, terrorismo, civiltà "occidentale" e informazione in Italia .

Sbagliano di più quelli che cercano tutto quello che è anti-americano e deformano molte verità preferendo favorire terrorismo e Osama Bin Laden che Bush ou Berlusconi e la nostra civiltà. (Vedere: Berlusconi, superiorità della nostra civiltà e inferiorità de certo giornalismo

http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=240731 ).

Altri commenti:

Er_pistola:

"…Sgarbi e da La Malfa … Disse: "Da Firenze in su l'Italia venne liberata dai partigiani comunisti". M'andò il sangue al cervello. Ignorante, mi dissi, è questo che racconti ai tuoi amici Incappucciati?!? Non conosci nemmeno la Storia recente? E se menti sapendo di mentire, come fai a mentire su un fatto che perfino gli studenti dell'Università di Verona conoscono?!? Firenze non venne liberata dai partigiani comunisti, perdio! Venne liberata, l'11 agosto 1944, dall'Ottava Armata e dalla Quinta Armata degli alleati! Il resto del Centro-Nord lo stesso. Dal Tirreno all'Adriatico i tedeschi avevano opposto la Linea Gotica che tennero ben nove mesi. E per liberare La Spezia, Bologna, Modena, Cesena, Reggio Emilia eccetera, gli inglesi e i canadesi e gli americani ebbero ben sessantasettemila tra morti e feriti e dispersi. Sessantasettemila! Digli almeno grazie, maleducato! Ingrato! Quanto al Nord, lo liberammo da soli insorgendo subito dopo lo sfondamento della Linea Gotica: sì. Però lo facemmo mentre i tedeschi in rotta fuggivano inseguiti, incalzati, dall'avanzata americana. Se tale avanzata non fosse stata in atto, non saremmo insorti. Non ci avremmo pensato nemmeno. E come a Firenze, come in tutta l'Italia, a combattere non furono i comunisti e basta. Nel Comitato di Liberazione Nazionale diretto da Ferruccio Parri, uomo di Giustizia e Libertà cioè del Partito d'Azione non del partito comunista, c'eravamo anche noi di Giustizia e Libertà. In gran numero, perdio. C'erano anche i partigiani democristiani come quelli guidati da Enrico Mattei. C'erano anche vari carabinieri e vari militari dell'esercito disfattosi l'8 settembre!
(...)
E sull'Iraq che cosa mi dice?
… i miei dubbi sull'opportunità di farla. L'articolo in cui spiegavo perché gli iracheni io li avrei lasciati bollire nel loro brodo.

... la democrazia non si può regalare come una scatoletta di cioccolata. La democrazia bisogna conquistarsela, e per conquistarsela bisogna volerla. Per volerla bisogna sapere e capire cos'è. Gli iracheni non lo sanno. Ancor meno la capiscono. E di conseguenza non la vogliono. Non tanto perché sono diseducati da ventiquattr'anni di dittatura feroce ma perché sono mussulmani. Le masse musulmane capiscono la teocrazia e basta. E la teocrazia non insegna a ragionare, a scegliere, a decidere il proprio destino. Insegna a subire, a ubbidire, a servire un Dio che è un padrone assoluto. Un sovrano che controlla ogni momento e ogni aspetto della tua vita. Un tiranno peggiore di Saddam Hussein. Forse tra un secolo o due questo cambierà. Ormai il mondo si evolve alla svelta. Ma oggi come oggi la realè quella. Ieri ho visto un documentario dove una donna colta e intelligente, una architetta di Bagdad, indossava gli abiti imposti dal Corano e diceva: "I hope so much that we reach democracy. Islamic style, of course. Spero tanto che si arrivi alla democrazia. Stile islamico, beninteso". Stile islamico, cioè regolata dai mullah e dagli imam. Dalle leggi di Maometto. Mi sbaglierò, ma illudersi che una farsa di elezioni possa cambiare le cose in Iraq è una scemenza. http://italy.indymedia.org/news/2004/08/597355.php

E.Claudio Modola (LINEA OVEST):

"Mi manca forse la capacita’ descrittiva per spiegare in che modo e quante volte sono stato testimone del disprezzo Islamico nei miei confronti e nei confronti di chi considero nel bene e nel male la mia gente, nel corso di questi lunghissimi anni di esilio. Mi permetta comunque un tentativo.
Mio figlio giocava come era inevitabile che accadesse per le stradine e le spiagge di una isola essenzialmente islamica .Giocava con altri bambini che per definizione leggono la realta’come noi non potremo mai piu’. Erano giochi fatti d’acqua e di sabbia,di corse dietro gli asini del villaggio sotto gli occhi degli anziani seduti all’ombra di un albero o della calce bianca di una casa affacciata sul mare.
C’era da chiudere gli occhi e ringraziare il proprio destino per quegli attimi di armonia.
Come ovunque nel mondo, all’imbrunire,le donne chiamano I bambini perche’ rientrino nelle case prima del buio. Quello e’ il momento nel quale il muezzin chiama alla preghiera.
Dopo poco, alcuni dei bambini urlavano di dolore nelle case vicine per le frustate che ricevevano per il solo fatto di avere giocato con un bambino bianco,un infedele,un impuro.
Oltre un anno di Guerra civile in Somalia,su e giu’ per la frontiera meridionale, sul carrozzone immorale delle Nazioni Unite (Che vergogna!) a farsi perquisire dai fondamentalisti nei piccoli aerei bollenti su le piste di terra battuta al bordo di niente. Cercavano alcool e pornografia (?) e obbligavano qualche volontaria dell’Arkansas a coprirsi il capo con uno scialle.
Ricordo una di queste volontarie su la scaletta del velivolo nell’atto di partire dopo mesi di boscaglia,di isolamento e di frustrazione,togliersi il velo imposto e gettarlo ai piedi della milizia fondamentalista che assisteva alla partenza prima di entrare nell’abitacolo. Non potendo innamorarmi della volontaria,mi innamorai perdutamente del suo gesto di ribellione,di orgoglio e di appartenenza. In pochi attimi mi fu dato modo di capire che il rifiuto e la reazione non sono discriminazione ma un diritto che se applicato, dimostra il nostro valore e la consistenza delle nostre convinzioni
Appoggiati ad un albero con la solita barba scura e il corano tra le mani,uomini che pareva non avessero altro da fare in tutta quella miseria che si liquefaceva oltre I quaranta gradi,non reagirono al gesto della donna.Lei partiva,liberandoli dal disgusto della sua vicinanaza,dalla immoralita’ della sua presenza impure. I soliti quindicenni con un RPG su la spalla o la Tokarev nella futa a quadrettini osservavano la scena con lo sguardo bovino tipico degli assassini.
Ho vissuto per mesi in luoghi dove le pazienti degli ospedali assistiti delle NGO italiane venivano regolarmente violentate ogni notte da guardie pagate dalla comunita’ internazionale per proteggerle.
Stupefacente osservare gli stessi uomini con I palmi delle mani al cielo mentre pregavano.Noi, dopo una violenza carnale compiuta in quelle condizioni,non ci saremmo presi il disturbo di invocare alcun Dio. Per quanto brutali,bestiali,avremmo percepito la scelta netta del male assoluto e della incompatibilita’ con la preghiera,con qualsiasi preghiera. Avremmo forse,dopo qualche tempo, in eta’ matura,invocato un perdono che non costa una lira ma per l’Islamico le cose non funzionano in quel modo.
Tralascio per non tediarla, le sentenze della Sheria e quelle mani scaraventate come scarti di macelleria su I pavimenti di ceramica a fiori,I corpi dei miei compagni di viaggio rispediti a casa con un buco in testa nei sacchi di plastica nera.L’orrore dei campi Sudanesi e molto altro che ho avuto modo di vedere e malauguratamente di non dimenticare.
http://italy.indymedia.org/news/2004/04/526310.php

Per saperne di più:

Oriana Fallaci

"No global", "new global" "glocal" e psicologia del capitalismo, comunismo e anarchismo

Berlusconi, USA, e informazione in Italia (sondaggio)

Eugenio Scalfaro sostiene che i media dell’Occidente ha fatto censura e dato poca importanza alle torture: Torture, terrorismo, civiltà "occidentale" e informazione in Italia .

Berlusconi, superiorità della nostra civiltà e inferiorità de certo giornalismo




permalink | inviato da il 7/8/2004 alle 22:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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