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politica interna
28 novembre 2004
Giustizia e separazione o guerre di potere? Onestà, etica e collaborazione con i criminali contro la criminalità

Ho sentito in TV, (C5, 2004-11-28, ore 9-10) un di FI difendere la separazione di potere per non succedere come al tempo d’Antonio di Pietro quando pubblico ministero era insieme ai giudici in vece di contro.

Io ho l’impressione in quello periodo che con Antonio di Pietro la Giustizia Italiana ha avuto la più grand’efficienza. Ho l’impressione che la giustizia tradizionale molte volte è una guerra più fra lo Stato stesso che uniti contro la criminalità dove questa vince spesso per avere migliori mezzi: migliori avvocati, (se la mafia può pagare mille volte più dello Stato è naturale che i migliori avvocati preferiscano lavorare per la mafia che per lo Stato dove risicano di più essere ammassati), migliori mezzi di punizione: torture e pena di morte. La mafia può torturare e ammassare. La giustizia no. Non dimentico mai quel processo contro la mafia a Torino dove 8 testimoni sonno stati uccisi, qualcuno proprio la note prima di testimoniare, per il giudice Carnevale assolvere quasi tutti grandi mafiosi.

Da questa lotta designale e da uno burocratico e ineficiente sistema giudiziale risulta che i potenti mafiosi sono andati in libertà e tanti innocenti vengono mezzi in prigione per dopo avere risarcimenti astronomici come quello che ha ricevuto 4 milione d’euro.

Questa storia di uno che ha fato il pubblico ministero non potere essere giudici mi fa pensare che la giustizia è fata di una guerra fra parti dove vince la più forte. Uno che sta di una parte non può passare all’altra. Come se un avvocato che sta della parte della criminalità contro lo Stato non potesse essere politico, amministratore pubblico o fare qualsiasi lavoro dello Stato.

La vecchia giustizia tradizionale bisogna di una riforma profonda molto al di la della separazione o non di potere. Bisogna di trasformare giudici, pubblici ministeri e avvocati in collaboratori contro la criminalità, criminali e ingiustizie. I criminali devono essere più stimolati a collaborare con la giustizia, assistenza sociale e volontariato per una rieducazione. Premio di aiuto e assistenza a chi collabora ma sopratutto molto peggiore castigo per chi non vuole collaborare.

La priorità per chi lavora nella giustizia, sia come giudici, pubblico ministero, o avvocato, deve essere l’onestà, il buon senso di giustizia e un’etica minima di non fare ingiustizia al servizio della criminalità contro le vittime oneste e innocenti. Tutto al contrario di quello che ho visto nella vecchia giustizia: sbaglio o delle informazioni che ho, le più grandi truffe sono stati proprio nelle scuole di Diritto, dei futuri giudici, pubblici ministeri e avvocati? Per queste professioni l’etica e onestà è molto più importante del sapere e per questo doveva essere insegnato etica e educazione all’onestà. La condizione essenziale per proseguire studi e certe professioni doveva essere la personalità onesta e etica sociale. La seconda qualità è il buon senso di giustizia, proprio al contrario della vecchia giustizia dove il più giovane a fare carriera è stato il giudice Corrado Carnevale, il più favorevole alla mafia. Se una persona ha un’etica morale elevata poco importa se una volta è pm, avvocato o giudice. L’importante è che sia della parte più giusta e per un mondo migliore. Anche S. Paolo ha perseguitato i cristiani. Anche Richelieu ha tradito molte correnti politiche d’anteriore appartenenza ma quando lo hanno accusato ha detto: “ho tradito molti … pero non ha tradito il popolo”. La prima qualità di un politico è l’onestà ed etica al servizio del popolo, (del proprio nazionale nella politica tradizionale, del globo in un’etica politica di un futuro globale). La prima qualità indispensabile per un lavoratore della giustizia è onestà al servizio della giustizia. Se un avvocato dice in tribunale una bugia sapendo di essere una bugia, non doveva più potere fare il mestiere d’avvocato. Si un criminale esce della galera per la bugia di un avvocato e 48 ore dopo ammazza una volontaria diventa complice del danno. Non solo non doveva potere fare più l’avvocato ma doveva pagare al meno una soma simbolica per avere causato un danno con la sua bugia.

Berlusconi è stato molto efficiente in tutto quello che ho conoscenza e credo che le persone più efficiente in generale trovano collaboratori efficienti. Castelli mi sembra il più efficiente ministro della giustizia de che ho conoscenza. Però quest’opinione di uno di FI a proposito della separazione di carriere per tuta la vita quando si è ancora giovane non mi sembra intelligente e non mi sembra efficiente. Mi sembra strano che un partito votato alla mobilità ed efficienza difendano burocrazie statiche molto più tipiche della sinistra.

>>>  Per saperne di più:

Giustizia: la riforma del Ministro Castelli e civiltà del “Ministro della Terrorista”

Ministro della Giustizia Castelli, magistrati ambiziosi e la vecchia giustizia tradizionale

Tasse, camorra, mafia, politica, giustizia: la lezione della zingara


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permalink | inviato da il 28/11/2004 alle 16:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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