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Berlusconi, plurietnico, pluriculturale, globale, patriottismo e relatività dell’intelligenza e populismo

Quando ho sentito dire che Berlusconi aveva accusato la sinistra di volere un'Italia plurietnica e pluriculturale … Ho pensato che Berlusconi da intelligente progressista Presidente del Consiglio era diventato populista all’opposizione, esattamente come la peggiore sinistra dei no-global che ha distrutto Genova nel G8. Per me è evidente che il mondo diventa sempre più globale, più plurietnico e pluriculturale. Per me è evidente che questi cambiamenti hanno aspetti positivi e negativi. Per me è evidente che la politica più intelligente guarda più il futuro che il populismo attuale e crea condizione de cambiamenti con più vantaggi e meno danni collaterali ingiusti. Per me è evidente che contrastare questo può essere intelligente buon senso in certe occasioni parziali o stupidità reazionaria. Per me è evidente che quelli che hanno distrutto Genova e causato 200 milioni di danni e spese con la sicurezza sono dei peggiori stupidi reazionari. E se Berlusconi non vuole un paese più globale più plurietnico e più pluriculturale sta a lottare contro il corso della storia e da intelligente progressista diventa populista reazionario.

            Dopo queste mie prime impressioni ha pensato che forse essendo straniero sto giudicando della mia parte. Ma forse la mia parte sarà in futuro la “nostra” parte, come USA oggi è la più ricca, progressista, più plurietnica e pluriculturale democrazia globale.

            Ho pensato che forse le parole de Berlusconi fossero sottratte del suo contesto per diventare un'altra gaffe de Berlusconi. Ho cercato le parole de Berlusconi nel suo contesto e mi sembrano un intelligente equilibrismo fra populismo e politica reale. Le parole de Berlusconi dette in un meeting cattolico e in momento de grande disagio con immigrante hanno certamente avuto gli applausi de quella platea. Ma certe frasi in un altro contesto diventano impopolari. 
    
Berlusconi, all’inizio del suo Governo aveva detto: “Credo che una società multietnica sia nell'ordine delle cose. La gente si muove da un continente all'altro, per bisogno ma anche per lavoro e per gusto. Là dove trova quello che cerca fissa la sua nuova patria. Quella del cuore, che non sempre coincide con quella dei padri. Ma l'idea che una società multietnica debba necessariamente essere anche una società multiculturale mi convince molto meno. Direi che è una questione di misura, più che di principio…  Ci sono milioni di italo-americani sentimentalmente attaccati alle loro radici, ma orgogliosi di essere cittadini degli Stati Uniti. I guai cominciano se una società multietnica prende la piega sbagliata. Come accade quando la formazione di enclaves culturali da parte dei nuovi arrivati non è una tappa verso l'integrazione (come il quartiere di Little Italy a New York), ma corrisponde a una scelta di arroccamento e di incomunicabilità culturale. Una nazione non può, senza pericolo, diventare un mosaico di autoghettizzazioni. Viva la diversità, ma anche il buonsenso vuole la sua parte. Mi sembra che la sinistra radical-chic cavalchi con troppa leggerezza la questione del multiculturalismo… Non nascondo di essere animato da uno spirito costruttivo, da nuove frontiere. Lo dimostra d'altronde la mia storia imprenditoriale. Più che al passato, ho sempre avuto lo sguardo rivolto al futuro,… Ovviamente, questo spirito l'ho trasferito nella politica. Sono un creativo, non un utopista. Non ho mai pensato di dover realizzare sul corpo del paese strani esperimenti di ingegneria sociale. L'utopismo politico si è sempre tradotto in grandi tragedie. Ma guardare al futuro, immaginare scenari di cambiamento, fare progetti di lungo periodo, questo lo ritengo per un politico quasi un dovere, e, per un politico nell'Italia di oggi, addirittura una necessità. … L'Italia ha certo bisogno di una classe dirigente che agisca con rigore, competenza e onestà soprattutto alla luce degli impegni, … Ma ha anche bisogno di una élite in grado di guardare lontano, oltre la contingenza, che sia appunto guidata da una precisa visione del paese, da un'idea di sviluppo, in grado di immaginare che cosa sarà dell'Italia non fra due o tre anni, ma fra uno o due decenni. Da questo punto di vista ci aspettano tempi impegnativi, durante i quali - nell'interesse delle generazioni a venire - dovremo prendere decisioni di grande valore strategico. … Una strategia tesa a proiettare il nostro paese nella globalizzazione tenendo conto delle sue reali specificità, sono d'accordo. Siamo consapevoli che l'Italia proprio per le sue caratteristiche locali - policentricità, economie diversificate, collocazione nel Mediterraneo - è un paese più attrezzato e più pronto di altri alla sfida globale. La nostra posizione geografica, la compresenza sul nostro territorio di più culture e più vocazioni, hanno costituito fin dal passato le chiavi di una spiccata vocazione marittima e mercantile. Nel mare gli italiani non hanno mai visto un limite ma una via di comunicazione globale. Su questa vocazione punta il governo per sviluppare e dare senso al ruolo dell'Italia in Europa, nel Mediterraneo e più in generale nell'intera scena internazionale”. 16 novembre 2001. ideazione.com - 49 - cultura:La mia Italia, moderna e popolare intervista a Silvio Berlusconi di Luciano Lanna.

Al contrario de certe piazze de sinistra no-global, certe elite di sinistra sono molto prossime della visione de globalizazzione de Berlusconi:
Rassegna Online - Democratici di sinistra - Manifesto per l'Italia : “L’Italia è già e sarà sempre di più una società multietnica, multiculturale e multireligiosa. ... Noi non guardiamo con paura alla globalizzazione. La consideriamo il terreno storico nuovo su cui stare, agire, lottare. Perché la globalizzazione ha offerto e offre a miliardi di persone nuove opportunità di progresso. E, al tempo stesso, la globalizzazione oggi è ingiusta per grandi moltitudini di poveri del mondo. Non rispetta gli equilibri fondamentali dell’ambiente. Non assicura la stabilità e lo sviluppo dell’economia globale. 
Per alcuni la risposta è semplice: abbandonare la globalizzazione. Ciò però non è fattibile, né auspicabile. Il problema non è la globalizzazione, bensì l’ideologia neo-liberista che spesso l’ha guidata, gli orientamenti delle èlites politiche e finanziarie che l’hanno gestita.
Non è più sufficiente, tuttavia, affermare che la globalizzazione va governata. E’ giusto, ma occorre che la sinistra sappia dire come. E’ necessario delineare i modi concreti di una governance globale”. 
www.rassegna.it/2003/granditemi/articoli/manifesto-ds.htm

Ma in questo momento sono molti i disagi degli immigranti, soprattutto de quelle culture che diventano criminali contro chi non le segue. In questo momento è viva la memoria del padre cha amazza la figlia per essere fidanzata con un italiano e non volere sposare chi vuole il padre come la cultura del suo paese.   Contro questi sono le parole de Berlusconi:

«Non vogliamo un'Italia pluriculturale» - Corriere della Sera : «Noi vogliamo un'Italia che non diventi un paese plurietnico, pluriculturale, siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni … vogliamo aprire agli stranieri che fuggono da paesi dove sono sottoposti a pericoli per la loro vita o per la loro libertà, questo è un nostro obbligo e quelli li accogliamo, così come accogliamo quegli stranieri che vengono qui per lavorare, ma non vogliamo tutti quelli che vengono qui per portare danno e pericolo ai cittadini italiani».

Berlusconi all'attacco dopo il silenzio estivo "L'Italia cattolica ... La Repubblica - 25 ago 2006, inizia con una foto a mettere Berlusconi ridicolo: “Berlusconi mostra i capelli al meeting di Cl…  "Secondo noi l'Italia deve essere cattolica e degli italiani. La sinistra pensa invece a un'Italia plurietnica".

Dei 791 notizie trovate con www.google.it per “Berlusconi, Italia multietnica, multiculturale” ho selezionato:  

“… Ebbene molti la pensano proprio come Berlusconi e come me. L'Italia NON è multietnica e non c'è scritto da nessuna parte che lo deve diventare.

...
"Ma andate a cagare schifosi berlusconiani!
A gente come voi dovrebbero tagliare la testa. Vi rendete conto che, nella ragione o nel torto, un Presidente del consiglio NON SI PUO' permettere di dire e fare cose del genere? E' proprio vero, bisogna essere ignoranti o disonesti per votare quel pelato bastardo!"
COMMENTO:
Penso che comunque il primo passo per l'integrazione sia il rispetto e la tolleranza per gli altri... Se non si riesce ad averla per chi non la pensa come te sul piano politico come si può pensare di riuscire ad integrarsi con culture diverse?”
www.giusec.net/archives/2006/03/monoetnia.html

"Mi sono venuti i brividi - ha aggiunto - quando, parlando dell'insegnamento del Corano a scuola, Diliberto ha detto che non c'e' nessun problema perche' tra cinquant'anni avremo meta' studenti cattolici e meta' musulmani". (http://www.agi.it/news.pl?doc=200603271110-1024-RT1-CRO-0-NF81,NF50&page=0&id=agionline.italyonline ).
… mi sembra che dica che chi viene in italia (regolarmente è il benvenuto, ma che deve anche rispettare la cultura e le leggi del paese che ospita e non pretendere di imporre la sua cultura mi sembra che nei paesi musulmani siano più restrittivi,visto che non puoi girare con una Bibbia in mano...

 Berlusconi e il razzismo: non voglio un'Italia multietnica ...

Silvio Berlusconi parla a Radio Anch'io e riprendendo le posizioni di Pera e del suo manifesto teocon sulla supremazia dell’Occidente, svela tutte le sue aspettative razzistiche aggiungendo: «noi vogliamo che questi stranieri si adeguino alle nostre leggi e al nostro modo di vivere» continua

… veramente io avevo capito che aveva detto che non voleva i clandestini e sui regolari non aveva nulla da dire contro...

Dietro ad ogni immigrato, c'è il dramma di una persona, che spende i soldi guadagnati faticosamente in una vita intera, per fare un viaggio che è un vero e proprio salto nel buio, alla ricerca di una condizione migliore, lontani da guerre, fame, malattie. Sono persone che non sono state fortunate come lo siamo stati noi, alle quali la vita ha donato ben poco, e forse ancora meno; al contrario di noi, che abbiamo tutto, e di più, e che abbiamo il dovere "morale", davanti a noi, e a Dio stesso, a prescindere dal colore della pelle, del partito che andiamo a votare, di aiutarli.
Ovvio, anche io sono del parere, che i primi che sbagliano a non rispettare le nostre regole, vanno rimandati a casa, ma una possibilità a tutti bisogna dargliela.
it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20060812001927AALvSW5

giusec&frienz: Monoetnia. « Il Mausoleo. | Main | Atipici o integrati. » : …L'Italia NON è multietnica e non c'è scritto da nessuna parte che lo deve diventare. Se i tuoi figli cresceranno nel bel paese come i figli di una volta BEATI LORO, conosceranno la loro patria, le peculiarità che hanno distinto secoli di storia italiana. NON devono conoscere anni di storia meticcia e di problemi culturali per una forzata multiculturalità!
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Ma andate a cagare schifosi berlusconiani!
A gente come voi dovrebbero tagliare la testa. Vi rendete conto che, nella ragione o nel torto, un Presidente del consiglio NON SI PUO' permettere di dire e fare cose del genere? E' proprio vero, bisogna essere ignoranti o disonesti per votare quel pelato bastardo!

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L'Italia è degli italiani...non degli islamici che ci vogliono privare dei nostri simboli!!! Tutti a casa devono andare!!!!!!!!!!!

Chaplin:
il Grande Dittatore
Il discorso del dittatore

"Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c'è posto per tutti. E la buona terra è ricca e in grado di provvedere a tutti.
La vita può essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l'animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicità e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi dentro… Non datevi a questi uomini inumani: uomini-macchine con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore! Voi non siete delle macchine! Siete degli uomini! Con in cuore l'amore per l'umanità! Non odiate! Solo chi non è amato odia! Chi non è amato e chi non ha rinnegato la sua condizione umana! … Entriamo in un mondo nuovo, un mondo più buono, dove gli uomini saranno superiori alla loro ingordigia, al loro odio e alla loro brutalità. " (da C. Chaplin, La mia autobiografia, trad. it. Milano 1977, pp. 424-25).

...

La multiculturalità della nostra cultura è arrivata dopo un lungo processo migratoria durata migliaia di anni, così ci ha arricchiti in quanto le varie culturo hanno potuto mischiarsi, piano piano, una inluenzando l'altra. creando cosi una nuova cultura particolare del nostro paese mentre altri paesi hanno avuto un altro processo migratoria, differente, ma comunque molto lento creando anche per loro una nuova cultura. Gli italiani all'estero sono ricordati per la mafia e per la delinquenza proprio per questo motivo. Un flusso migratoria troppo veloce. serve la giusta misura nell'immigrazione, dando la possibiltà che arrivino famiglie e non delinquenti, con la possibilità di trovare un lavoro e arricchirci con la loro cultura. Per quanto riguarda berlusconi, io credo che un politico puo dire quello che vuole, e sopratutto quello che crede. Non bugie solamente perche sono "politcly correct". Poi saranno gli elettori a decidere se sono d'accordo o meno con quello che dice.

In spagna coltivano le loro differenze culturali, basta pensare che nelle scuole i professori insegnano in catalan nella catalunya, Euskera nei paesi baschi.... mentre da noi tentiamo di distruggere la nostra cultura, lingua, ecc.”

P.S sarebbe interessante un confronto fra “COMUNIONE E LIBERAZIONE  ... MEETING DI RIMINI,... Fraternità di Comunione e liberazione” e  Documento finale del Forum internazionale di Roma 2003”.

Mentre Berlusconi cercava di attirare in Italia impresari e multinazionali americani, certa sinistra ha cercato una mano degli immigrati e antiamericani contro Berlusconi:

Documento finale del Forum internazionale di Roma 2003 Noi, partecipanti al Forum internazionale   vogliamo anzitutto testimoniare l’emozione  e l’entusiasmo che hanno  caratterizzato tutte le giornate dell’incontro; in particolare, per le letture quotidiane dei poeti antimperialisti di America provenienti da  Paesi diversi: Argentina, Canada, Cile, Colombia, Cuba, El Salvador, Messico, Perù. …Vogliamo poi rappresentare lo spirito e la coscienza - solidale, internazionalista, marxista, comunista  e socialista e aperta ai diversi antagonismi - che hanno animato i dibattiti e gli incontri. In particolare, quelli con gli ambasciatori presenti al Forum: Corea del Nord e Cuba. Consideriamo prioritari nella lotta antimperialista i problemi della formazione, della informazione e della comunicazione  per conseguire una cultura politica e comunicativa antagonista, tuttora inadeguata.  … DIRITTO A COMUNICARE (UNESCO 1984) come diritto umano e sociale universale… azioni comuni - individuali e collettive - contro la mistificazione imperialista e la negazione delle conoscenze di massa…  percorsi di liberazione - individuali e collettivi … PIATTAFORMA antimperialista in materia di comunicazione e mass media  (parte di una piattaforma politica  generale). Organizzare un centro di documentazione internazionalista. RETE di rapporti interpersonali e di comunicazione antimperialistaabbiamo definito alcune linee-guida, che possiamo così sintetizzare:

  1. la lotta dell’umanità contro l’oppressione imperialista richiede il massimo di UNITA’ dei popoli, dei soggetti sociali, dei movimenti, dei partiti e degli Stati che vogliano preservare la loro autonomia ed identità, nel rispetto delle  loro diversità culturali, storiche e politiche;
  2. la mobilitazione popolare - già in atto - costituisce una sfida ed un contrappeso reale alle logiche “unipolari” dell’imperialismo attuale, ma servono progettualità e percorsi di resistenza e di alternativa:dal livello locale fino a quello planetario, come sintesi delle diversità ideali e geografiche, nonché delle esigenze popolari .  

Neo-Machiavelli

Per saperne di più:

Teoria da relatividade aplicada à inteligência e estupidez
Marco Travaglio e la relatività dell’intelligenza

Fine del patriottismo e nuovi valori globali

Vinti, perdenti, no-global, Che Guevara, eroi rivoluzionari o stupidi reazionari?
Bill Gates 2008: solo beneficenza, educazione e istruzione
Che guevara, Eugenio Scalfari, Israel, USA, Cana, … e anti-americanismo della vecchia Italia
MADRE TERESA …PAPA WOJTYLA, CHE GUEVARA, … Quattro eroi per due Italie Che Guevara, Bill Gates e teoria della relatività dell’intelligenza, stupidità, eroismo, rivoluzionari, altruismo, guerra e pace
ABU OMAR, SEQUESTRO DE TERRORISTI, CIA, SISMI, BRUTTI, MARESCIALLO, relatività dell' intelligenza e giustizia o stupidità?

G8, Vittorio Agnoletto, mafia, politica e giustizia o stupidità?
G8 de Rai3: verità o l’informazione che piace alle piazze de Indymedia, Che Guevara, anti-Berlusconi e anti-Bush?
G8 e contro-informazione da uno straniero, Neo-Machiavlli

G8, fame, comunismo, capitalismo e anarchia
G8-blob: bravo ragazzo, eroi o marginale delinquente?
G8, DEMOCRACIAS E JUSTIÇA OU ESTUPIDEZ?

Giornalismo italiano visto da uno straniero
Sensibilità italiana: volontariato e cari ladri, terroristi e criminali Italia vista da un straniero
Charles Swift, come David, come Che Guevara, eroi all’italiana
Vinti, perdenti, no-global, Che Guevara, eroi rivoluzionari o stupidi reazionari?

Pubblicato il 27/8/2006 alle 13.56 nella rubrica Diario.

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