Blog: http://neo-machiavelli.ilcannocchiale.it

Il Bel Paese visto da un portoghese: “Fare il portoghese” e furbizia italiana

L’ambasciatore del Portogallo ha pagato i migliore artisti italiani del tempo per offrire uno spettacolo per i portoghesi in Italia. Sono entrati italiani senza pagare dicendo che erano portoghesi e i portoghesi sono rimasti di fora e con la fama che non pagano.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera, http://it.wikipedia.org/wiki/Fare_il_portoghese :

Vai a: Navigazione, cerca

Nell'uso comune l'espressione fare il portoghese è utilizzata per intendere "usufruire di un servizio senza pagarlo", per esempio intrufolandosi tra il pubblico di uno spettacolo senza pagare il biglietto d'ingresso.

Nonostante le apparenze, l'espressione - relativa a un fatto storico avvenuto a Roma nel XVIII secolo - non si riferisce in alcun modo a persone provenienti dal Portogallo: l'ambasciatore del Portogallo presso lo Stato Pontificio invitò i portoghesi residenti a Roma ad assistere gratuitamente a uno spettacolo teatrale presso il Teatro Argentina; non vi era bisogno di invito formale, in quanto bastava dichiarare la propria nazionalità portoghese.

Molti romani, tuttavia, cercarono di approfittare dell'opportunità spacciandosi per portoghesi, da cui l'avvertimento non fare il portoghese per diffidare chicchessia ad astenersi dal mettere in atto trucchi o raggiri per poter usufruire di un servizio senza averne titolo.

La vicenda, riportata da molti dizionari (cfr. la voce "portoghese" su Garzanti Linguistica), è raccontata anche in un libro portoghese, O Barco Pescarejo di José Coutinhas.” (Se trova anche nel Dizionario Enciclopedico Italiano).

Pubblicato il 21/7/2007 alle 7.15 nella rubrica eBooks-PeBook-CeBooks.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web