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Giustizia di Carnevale, legalità di Taormina, legge «uguale per tutti» di Antonio Di Pietro, gloria o vergogna della vg5%?

Nella vg5%=vg5%=vecchia -giustizia (efficiente per 5% dei processi), molti assassini e grandi mafiosi entravano nei 95% di processi in prescrizione, assassini veri criminali passavano in media 7 anni in galera. Ma un carabiniere che ha assassinato un ladro è stato condannato a 14 anni e l’assassino di Tobagi ha passato poco più di 2 anni in galera.

Carlo Taormina, ha detto ieri in TV che Franzoni è innocente, (Le Iene, Italia1). Ma anche se fosse colpevole quanti peggiori criminali sono in libertà? Una condanna a salvare 10 bambini in semi libertà non sarebbe più giusta?
Dove se guadagna di più arrivano migliore nel migliore delle sue facoltà. Dove non esiste meritocrazia, dove vecchi rimbambiti possano fare carriera, rimangano quelli meno competenti.
Corrado Carnevale è stato il magistrato più giovane ad arrivare al massimo della carriera. Gloria o vergogna della vecchia giustizia?
Carlo Taormina è un simbolo dei migliore avvocati a difendere mafi0si. Gloria o vergogna della vecchia giustizia e legalità all’italiana? Una giustizia con 95% di prescrizione per peggiori criminali che se possano pagare migliore avvocati con soldi delle vittime e 5% d’efficienza, (vg5%) per carabinieri, poliziotti, forze dell'ordine di Napoli e G8 di Genovaper migliore politici, (Berlusconi, Andreotti), processi dove penso che un intelligente magistrato in una intelligente giustizia, senza grandi avvocati, faceva migliore in 3 minuti: Corona, Franzoni, Mez, Amanda, Pollari, Cia, Sismi, Abu Omar , …
Mentre si sapeva che per la criminalità di Napoli la spazzatura era oro con miliardi di danni e costi dei contribuenti, la vecchia giustizia aveva priorità a condannare carabinieri, poliziotti e forze dell'ordine che avevano represso manifestanti del Global Forum  di Napoli, per creare un clima favorevole alla guerra del G8 di Genova.
Da questa giustizia guadagna la grande criminalità e grandi avvocati dei grandi mafi0si con costi dei contribuenti.
 Immagino una giustizia più intelligente, con migliore gerarchie che orientava quelli 5% d’efficienza per fare pagare miliardi di euro a grandi criminali e finanziare la rivoluzioneNEOmarxista: migliori magistrati, migliore giustizia, economia, politica, cultura, informazione e volontariato.permalink |.
Immagino che Carlo Taormina guadagna molto di più ed è più intelligente della media dei giudici. Credo che la giustizia abbia bisogno di una riforma profonda o rivoluzione radicale dei metodi per avere migliori magistrati, peggiori avvocati e metodi logici ed efficienti di fare altra giustizia più giusta, permalink |.
Carlo Taormina è senza dubbio un grande personaggio, molto intelligente, efficiente e persuasivo. Peccato che le sue facoltà abbiano servito la peggiore vergogna d’Italia, la grande vergogna che è meglio non nominare perché chi parla muore o vive con la scorta.permalink .
Carlo Taormina è uno degli avvocati più famosi, culto e intelligente. Ma essendo un difensore di Corrado Carnevale e di grandi mafi0si mentre era politico diventa per me il peggiore simbolo della vergogna della vecchia giustizia italiana, della legalità e deontologia dei grandi avvocati a condizionare piccoli magistrati, al servizio delle peggiori ingiustizie e immoralità. permalink .

Quella legge «uguale per tutti»: Per capire chi è Antonio Di Pietro, e perché ha un certo seguito in quella stessa parte dell'opinione pubblica che, negli anni Venti, ingrossò, in buona fede, le file del fascismo, occorre partire da una premessa di dottrina. Nelle democrazie liberali non sono gli uomini che governano, bensì è la Legge. Si chiama costituzionalismo. Costituzione scritta e leggi ordinarie (la civic law), frutto della legislazione parlamentare, da noi; Costituzione non scritta, figlia della tradizione, e giurisprudenza della common law, nei Paesi anglosassoni. Tanto meno ne sono esenti gli uomini politici che non sono legibus soluti, ma sottoposti essi stessi alla Legge. Che è «uguale per tutti».
Antonio Di Pietro crede, invece, che, in una società che persegua il Bene, a governare non possa essere la Legge – sempre troppo garantista – bensì debbano essere gli «uomini giusti », che sono perciò stesso inflessibili. Lo credeva quando faceva il magistrato e usava la carcerazione preventiva per strappare le confessioni agli inquisiti. Lo crede adesso, che fa il parlamentare, quando chiede al presidente della Repubblica non tanto di pronunciarsi sulle leggi del governo «per vizio di costituzionalità» – come gli prescrive la Costituzione –, quanto di combatterle per «ragioni morali ». Per Di Pietro, la legge non è, dunque, uguale per tutti, ma c'è qualcuno – chi si batte, sia in un'aula di tribunale sia nelle istituzioni, per il Bene contro il Male – «più uguale degli altri» e per il quale la legge minaccia di essere solo un ostacolo".
Secondo me, il primo problema della vecchia giustizia sta nei “piccoli” magistrati come condizionati dei grandi avvocati che molte volte sono al servizio dei peggiori criminali. La legge non è mai stato uguale per tutti e non sempre è giusto che sia.
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Pubblicato il 28/2/2009 alle 17.56 nella rubrica NGF=Neo-Giustizia-Futura.

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