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“Le Iene”, Tav, informazione, Mediaset, Rai, Santoro e servizio pubblico della TV

Sembra che per Santoro una delle priorità è creare polemica e ascolti. Ma questo sarà servizio pubblico? O una forma di rubare tempo alla politica per le sue priorità di ascolto? Giusto in una TV pubblica?

Santoro mi sembra un missionario del populismo anti-Berlusconi, dove emozione e credenze irrazionali contano più dell’intelligenza. Mi sembra l’arte di corrompere la democrazia. Il populismo più raffinato al servizio della politica. Questo è morale in un’informazione di un partito. Ma in una TV pubblica? Il populismo usa l’emozione del momento, la credenza più piacevole per lo scopo politico. Se questo scopo politico è giusto diventa un servizio politico, regionale, nazionale o globale, conforme al caso. Se lo scopo politico è ingiusto diventa un danno alla democrazia con conseguenze locale, nazionale o globale. Se questo fosse matematico, sarebbe giusto eliminare di una TV pubblica certa informazione. Non esiste una politica più giusta per tutti. Non esiste mai una sentenza giusta per tutti. Esistano sentenze e opinione che possano essere più giuste per la maggioranza di una cultura, di un gruppo, di un partito, di una nazione o di una religione.

Molto tempo fa “Le Iene” hanno mostrato che lo stesso percorso del TAV costava in Francia 10 miliardi, in Spagna 9 e in Italia 32. Immagino che con ritardi delle proteste costerà molto de più. Immagino che le proteste sono state alimentate di certa informazione. Servizio pubblico? O danni astronomici causati dei manifestanti e pagati dei più onesti contribuenti? 

Giornalismo, giustizia, politica.

Pubblicato il 26/9/2009 alle 11.33 nella rubrica TV-PTV.

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